Via libera dalla Commissione EU al mercato della capacità in Italia

La Commissione Europea ha approvato i meccanismi di capacità elettrica in Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia e Polonia. Secondo la Commissione, le misure contribuiranno a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento, salvaguardando la concorrenza nel mercato unico e non vanno contro le regole sugli aiuti di Stato. Nel caso dell'Italia e della Polonia, la Commissione ha autorizzato meccanismi di capacità relativi all'intero mercato: nell'ambito di un meccanismo di questo tipo, i fornitori di capacità possono ottenere un pagamento per la disponibilità a produrre energia elettrica o, nel caso di operatori della gestione della domanda, per la disponibilità a ridurre il consumo. I meccanismi in Italia e in Polonia sono aperti a tutti i tipi di fornitori di capacità, ivi comprese la gestione della domanda, le capacità esistenti e nuove, nazionali ed estere. Le misure in questione promettono di contenere i costi per i consumatori, attraverso aste competitive organizzate periodicamente per l'assegnazione dei contratti di capacità. Parallelamente, l'Italia e la Polonia si sono impegnate ad attuare riforme del funzionamento dei mercati dell'energia elettrica. Su tale base la Commissione ha concluso che entrambe le misure sono conformi alle norme dell'UE sugli aiuti di Stato. La decisione fa seguito all'approvazione, da parte della Commissione, dei meccanismi di capacità relativi all'intero mercato in Gran Bretagna, Francia e sul mercato irlandese "all-island" in base agli stessi criteri.
La decisione da parte della Commissione ha raccolto il favore dell‘Autorità dell‘Energia, che ha contribuito al concepimento di questo progetto, e dell‘associazione Elettricità Futura, il cui presidente Simone Mori ha dichiarato che «il mantenimento di un adeguato backup al sistema elettrico da parte degli impianti termoelettrici a gas, derivante dall’implementazione del mercato della capacità, permetterà di raggiungere i due obiettivi definiti dalla SEN del 55 per cento di rinnovabili sui consumi elettrici finali al 2030 e del phase out degli impianti a carbone al 2025. In assenza di tale meccanismo, siamo convinti che non sarebbero stati possibili».
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