Isole minori, collaborazione Terna-Legambiente. M5S critica i ritardi dell’Autorità

Legambiente e Terna hanno sottoscritto un protocollo d‘intesa per «definire soluzioni che favoriscano lo sviluppo delle fonti rinnovabili nelle isole minori e sostenere e rafforzare la sostenibilità a livello nazionale e locale e a riqualificare aree degradate del Paese per finalità di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile».
L‘accordo si inserisce nel progetto «Smart Islands», che terna ha già intrapreso in alcune isole e che supporta l’ammodernamento e l’efficientamento dei sistemi elettrici nelle isole non connesse alla rete elettrica nazionale con soluzioni innovative integrano fonti green, stoccaggio energetico e mobilità urbana. La cooperazione è suddivisa in due fasi: «inizialmente saranno individuati i siti che meglio riflettono le esigenze funzionali e paesaggistiche delle opere da realizzare, indicando anche le soluzioni in grado di accogliere le necessità dei soggetti coinvolti e aggregare maggiore consenso». La seconda fase della collaborazione consisterà nel confronto con le comunità locali e le istituzioni al fine di valutare l’iter autorizzativo necessario per realizzare le opere individuate e la loro fattibilità. Sin da subito le attività di studio si concentreranno sulle Isole di Giannutri e del Giglio nonché sull’Isola di Pantelleria, per le quali l’accordo prevede di avviare soluzioni di fattibilità riguardanti anche la riqualificazione delle aree adibite a discariche al fine di verificare la realizzazione di impianti rinnovabili. L’accordo sarà poi progressivamente esteso anche allo sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili su altre isole non interconnesse.
Sempre a proposito di isole minori, negli scorsi giorni il senatore del Movimento 5 Stelle Gianni Girotto ha denunciato i ritardi dell‘Autorità per l‘Energia nella pubblicazione della delibera sulla copertura dei fabbisogni energetici delle isole minori. «Il costo di questo ritardo – denuncia Girotto - lo pagano gli utenti italiani. Parliamo di circa 80 milioni di euro l’anno che potrebbero essere risparmiati riducendo così i costi della bolletta elettrica di tutti. Chiediamo quindi al governo di riprendere in mano la situazione, bacchettando l’autorità».
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