È Di Maio il nuovo ministro allo Sviluppo Economico, a lui l'appello del coordinamento Free

È Luigi di Maio, il giovane «capo politico» del Movimento Cinque Stelle il nuovo ministro allo Sviluppo Economico (delega che detiene insieme a quella sul Lavoro) del governo a giuda di Giuseppe Conte, nato la scorsa settimana.
Il programma elettorale del Movimento Cinque Stelle era tra tutti il più ambizioso dal punto di vista dello sviluppo delle Energie Rinnovabili, arrivando a porre l‘obiettivo di un paese alimentato al 100 per cento da fonti rinnovabili entro il 2050. A Di Maio si è rivolto il Coordinamento Free attraverso una lettera a firma del suo presidente onorario G.B. Zorzoli. Il coordinamento segnala come non siano ancora operativi i decreti per la promozione delle rinnovabili stesi dal predecessore di Di Maio, Carlo Calenda, e sollecita l‘intervento del neoministro per sbloccare l‘impasse. «Uno dei due, relativo alle tecnologie mature (eolica, fotovoltaica, geotermica, idroelettrica), è attualmente fermo in attesa del parere dell’Autorità per l’energia (ARERA), preliminare all’invio al Comitato Stato-Regioni, dopo di che il decreto, con le eventuali modifiche, deve essere sottoposto alla valutazione della Commissione Europea. È ormai evidente che il ritardo accumulato impedirà di concludere entro l’anno nessuno degli iter previsti (aste, iscrizioni a registro) per assegnare gli incentivi per il 2018, portando a un rallentamento dello sviluppo di queste tecnologie, invece di innescare l’accelerazione necessaria a sostenere il conseguimento degli obiettivi al 2030».
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