Decreto rinnovabili, nella nuova bozza prima asta a gennaio 2019

Il Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE) ha fatto circolare la nuova bozza di decreto di incentivazione delle energie rinnovabili, che dunque si avvia a essere licenziato. Non molte le modifiche rispetto al decreto preparato dal MISE sotto la guida di Carlo Calenda. Tra queste un apposito gruppo riservato agli impianti fotovoltaici installati in sostituzione di coperture su edifici in cui viene rimosso l’eternit o l’amianto, per i quali viene riservato un volume di 700 megawatt incentivabili (100 per ogni procedura) e che rappresenta un’integrazione a opera del ministero per l’Ambiente. Slittano anche i termini delle aste (sempre sette), che verranno indette dal GSE a partire da gennaio 2019 (originariamente la prima asta era prevista per novembre 2018) a gennaio 2021.
Il documento prevede sempre la possibilità di incentivare potenze superiori ai 20 chilowatt (limite per accedere alle detrazioni fiscali), inserendo nei registri gli impianti fino a un megawatt di potenza, e riservando agli impianti di potenza superiore l’apertura di aste competitive tecnologicamente neutre, in cui la tecnologia solare dovrà però vedersela con quella dell’eolico onshore.
Per quanto riguarda i registri, ogni procedura metterà a disposizione di fotovoltaico e fotovoltaico in sostituzione di coperture in amianto fino a 1,350 gigawatt in due anni (il decreto-Calenda si fermava a 580 megawatt). Il primo registro però (650 megawatt complessivi), sarà in coabitazione tecnologica tra eolico e fotovoltaico.
Per le aste al ribasso, viene confermata la potenza complessiva incentivabile di 4.800 megawatt in due anni (tra eolico e fotovoltaico), con la prima asta tecnologicamente neutra che ne assegnerà 500. Non compare invece l’obbligo di bonifica delle aree dismesse su cui venissero installati impianti fotovoltaici, criterio che continua ad assegnare priorità ai progetti in caso di pari offerta economica.
Resta anche l’impegno ad aprire sul mercato elettrico una piattaforma dedicata ai contratti a lungo termine (PPA). Allo scopo il GME dovrà avviare una consultazione entro 180 giorni dalla pubblicazione del decreto.
Per gli impianti fotovoltaici si calcola una vita utile di 20 anni e incentivi dai 110 euro/megawattora (impianti da 20 a 100 chilowatt), a 90 euro/chilowattora (impianti da 100 a 1.000 chilowatt), a 70 euro/chilowattora (impianti oltre i 1.000 chilowatt di potenza). Il monte complessivo degli incentivi non può superare i 5,8 miliardi di euro l’anno previsti per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico. A fine giugno il contatore del GSE era fermo a 4,934 miliardi.
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