Controlli e sanzioni GSE, Italia Solare propone un emendamento al Dl 50/2017

L‘associazione Italia Solare ha scritto ai senatori, chiamati nei prossimi giorni alla conversione in legge del DL 50/2017, proponendo un emendamento che estende quanto già proposto dal Governo in Commissione Bilancio in materia di revisione delle sanzioni che il GSE può applicare in seguito a controlli sulla conformità dei moduli degli impianti incentivati (si veda link in basso). „Vi sono tantissime altre fattispecie, come errori nelle volture, o nei procedimenti autorizzativi, o nei certificati di prestazione energetica, ritardati invii di comunicazioni a enti dovuti a incertezze per il sovrapporsi di norme di legge, errori nella indicazione delle date di autorizzazione o della potenza di impianto, che oggi possono portare anche in caso di errori incolpevoli o comunque non gravi alla decadenza dagli incentivi“, si legge nella lettera inviata ai Senatori. „E’ necessaria dunque una previsione di respiro più ampio che limiti la decadenza integrale dagli incentivi ai casi in cui le finalità della normativa incentivante non sono state raggiunte o in cui vi sono stati illeciti penali accertati, per evitare che una parte molto significativa della potenza installata per ragioni burocratiche o di forma venga abbandonata. Si rischia altrimenti di pregiudicare i benefici ambientali delle normative incentivanti e gli sforzi che i cittadini e le imprese hanno ad oggi sostenuto per tali benefici ambientali“. L‘emendamento proposto delega il Ministero dello Sviluppo Economico a individuare una ridefinizione delle fattispecie di violazioni rilevanti, „secondo principi di proporzionalità e ragionevolezza“. Viene anche richiesto di „prevedere un sistema di rideterminazione della tariffa incentivante per i casi in cui la tariffa sia stata ottenuta in difformità dalle disposizioni di riferimento, ma non siano state compiute violazioni rilevanti, tenendo conto della gravità della violazione, della complessità del quadro normativo di riferimento, dell’esigenza di assicurare la continuazione dell’attività dell’impianto e di incentivare la produzione di tale energia, e dei costi sostenuti“. Queste disposizioni andrebbero applicate anche retroattivamente a impianti già sanzionati con il rigetto della tariffa incentivante.
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